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Un Papà a 4 Zampe

Un padre naturalista-nerd si racconta e si confronta!

Le pagine della nostra vita

Ora che sei diventato padre il mondo si riempirà di zucchero, tutto ciò che ti circonda sarà colorato e ci saranno solo giorni felic… ma proprio un cazzo! Sono in arrivo giorni senza la notte, pianti e strilli ultrasonici e penetranti, lamenti ululanti e latrati per colpa di qualsivoglia: colica, denti, ho sonno ma non dormo, ho fame ma non mangio, oh ma vaffanculo senza culo… delirio!

Quindi per non trovarvi impreparati (cosa pressoché impossibile, anche perché ogni bimbo fa da sé e chi fa da sé fa per blehh… ha vomitato!) vi voglio consigliare qualche buon libro da leggere magari prima o durante a seconda della vostra percentuale di disperazione calcolata su di un 100% d’ansia.

Preparati

Non potete, per nessun motivo plausibile, diventare papà senza aver letto l’indispensabile: Preparati! Guida pratica per Neopapà. Una guida necessaria e utilissima per scongiurare tutte le sfighe e per capire esattamente cosa cambierà con l’arrivo della peste. Una lettura brillante e decisamente divertente su come scampare a tutti quei problemi che possono capitare nei primi mesi dopo la nascita. Se tutti quanti leggessero questo libro prima di avvicinarsi ad un bebè il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore o più divertente.

FaistacazzodinannaFilastrocchepergenitoristressati...

Se il vostro piccolo e fiero Batman vorrà diventare il forte e giusto Cavaliere Oscuro e quindi la notte non sarà fatta per dormire ma per dipingere con smile colorati le mutande di tutti i cattivi?! Procuratevi: Fai ‘sta c***o di nanna. Un volumino interessante su come ridere del fatto che sono più di 178 ore che non dormi, hai le mani verdi e sanno inesorabilmente di cacca inacidita.

bastardo

Quando ormai anche i vicini cominceranno a preoccuparsi perché i vostri occhi spariranno dal viso e al loro posto compariranno due occhiaie nere e profonde come l’inferno allora potrete affidarvi alla grande bibbia di Ron Biber e il suo: Fai la nanna, piccolo bastardo! Grazie ai suoi metodi decisamente politically incorrect riuscirete a far addormentare il vostro puledrino imbizzarrito. Interessante l’ultima parte dove vengono elencati e ampiamente descritti i 18 metodi estremi per risolvere i casi più disperati. Mai più senza.

baci

Nel momento in cui le coliche saranno passate, i dentini saranno spuntati e comincerete a dormire non solo un quarto d’ora ogni due notti ma ben tre ore la settimana, tutto vi sembrerà idilliaco e scanzonato, quindi potrete finalmente sorridere e commuovervi con Matteo Bussola e il suo, magnifico: Notti in bianco, baci a colazione. In questa raccolta di storie troverete tutto ciò che c’è di bello in uno strillo immotivato, in un pannolino carico di feci, in uno schizzo di pipì sulle pareti bianche appena dipinte, in un rigurgito sulla camicia pulita e di briciole nelle mutande. Questo libro vi farà impazzire e poi riflettere sulla consapevolezza di essere padre, un buon padre.

felici

Ogni momento sarà buono per leggere e rileggere l’indispensabile promemoria: I bambini devono essere felici. Non farci felici… Importante per capire i bambini ogni giorno un po’ di più e alleggerire i dubbi.

figlio

Infine non mi resta che consigliarvi un libro da leggere due volte nella vita: la prima quando siete figli e la seconda quando sarete padri. In entrambi i casi affronterete il disagio di non essere più qualcuno oppure di non esserlo ancora stato. Un manuale di psicologia semplificato sulle problematiche di essere giovani e incompresi e il dimenticarsi di esserlo stati. L’ottimo: Nel nome del figlio, vi aprirà gli occhi su molti fatti dell’adolescenza, sulla crescita, sulla educazione e sulla metamorfosi di ognuna di queste.

dinosauri

Le ultime due righe, invece mi servono per consigliarvi un volume che mi preme citare, perché unico: Mio fratello rincorre i dinosauri. Un romanzo di formazione in cui tutto ciò che è scritto è reale e non frutto della fantasia. Un libro che commuove ma allo stesso tempo diverte e suscita molti spunti di riflessione. Buona lettura e buona notte.

-Niente panico tutto è meccanico-

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L’alba del giorno dopo

… ci siamo. Il momento è finalmente giunto, siamo in 3. Triangolo perfetto. Dannazione che faticaccia. Al diavolo quando vi dicono che durante il parto è solo la donna a fare tutta la fatica, certo noi non proviamo nessun dolore fisico, ma di sicuro sentiamo un peso psicologico notevole e per certi versi immane. Ma andiamo con ordine.

ritardo

Il giorno della scadenza ipotizzata era già alle nostre spalle, cominciavamo ad essere un po’ tesi, anche se non sapevamo bene per cosa. I giorni passavano lenti, lei ogni tanto mi diceva di avere delle contrazioni, e io didattico e razionale pensavo alle discussioni fatte con l’ostetrica qualche mese prima: “Ricordatevi che le contrazioni che ci interessano devono essere dolorose e non solo fastidiose!”. Io feci tesoro di quelle parole e ogni qualvolta che la mia signora mi diceva di averne, instauravamo una discussione sulla soglia del dolore e sul limite che separa il fastidio dalla sofferenza, ovviamente lei, in maniera molto composta mi diceva di andare ‘affa…lo, ed è proprio grazie a quella compostezza che capivo che in realtà eravamo ancora parecchio lontani.

contrazioni

 

In fin dei conti, prima del grande giorno, rimanemmo una coppia da manuale, tutto era avvenuto secondo la statistica positiva e probatoria. Volevamo a tutti i costi fare tesoro dei consigli appresi, aspettammo anche quando le prime “vere” contrazioni dolorose non si fecero sentire in maniera più forte ma soprattutto più costanti. E fu così che una sera dopo cena sentii nell’aria qualcosa di strano, un non so che di tensione, elettricità, un suono… infatti, erano le urla di dolore della mia consorte. Calcolai con lo smartphone i minuti che passavano tra una contrazione e l’altra, segnandomi durata, intensità e respiro, preparai un grafico degno di un dottorando in fisica teorica, che Sheldon Cooper spiacciame casa.

grafico

Tutto era pronto: borsa fatta, serbatoio della macchina pieno, link di Amazon salvato sul desktop per poter acquistare, in tempo reale, 10 tutine dei supereroi di cui 9 di Batman e l’altra di Bruce Wayne. Mentre aspettavo che i picchi sul mio grafico si facessero più vicini e più alti, vista la tensione alle stelle, ne approfittai e feci un pisolo. Mi svegliai di colpo dal soave e prode compagno divano (03:30 a.m.) e mi alzai in cerca della mia dolce metà. La trovai in bagno, piegata in due sul water, come una fisarmonica: “Staavovenendasvegliartiiiiii (contrazione)”, la guardai e all’unisono:”Andiamo!”. Durante il viaggio in macchina:  rigoroso silenzio. Arrivammo in reparto e dopo una veloce controllatina scoprimmo di essere già dilatati di 4 cm (da manuale). Ci spostammo quindi nella stanza preparto da soli, con un letto inutilizzabile e una miriade di oggetti su cui: salire, scendere, sedersi, muoversi, galleggiare, appendersi, rimbalzare, far canestro… ma non era propriamente il momento di fare del sarcasmo. Dopo aver testato la maggior parte di quelle carabattole, optammo per inginocchiarci sul pavimento e stenderci, all’esorcista, sul letto, posizione che continuammo a cambiare, modificandola, migliorandola, semplificandola per poi ritornare genuflessi. Durante quegli spostamenti dovetti: passarle fazzoletti di carta per il moccio al naso in stile Morla de La Storia Infinita, burro di cacao per le labbra secche tipo Zombie di Romero, acqua per la gola arida tipo Mad Max – Fury Road, e la accompagnavo ogni 8-9 minuti a fare pipì, che manco Benigni ne Il Piccolo Diavolo. Una macchina perfetta e ben collaudata!

tuttofare

Il tempo passava, era diventato tutto talmente metodico e coerente che le ore venivano scandite dalle contrazioni e non più dalle lancette dell’orologio. Ci ritrovammo, in un batter di ciglio di bradipo, dopo 5 ore, (da manuale) in sala parto. Ora. Non racconterò nello specifico cosa accadde durante quei 125 minuti, anche perché rischierei di diventare troppo trash. Riflettendo però a mente rilassata e scevra da pensieri e dolori, quello è stato un locale e un momento decisamente bizzarro. Un luogo pieno di dolenza fisica e colmo di amore inestimabile. Dove dall’esterno si possono udire urla di dolore estremo e urla di pianti primordiali. La pelle, i muscoli, le ossa, ma anche il sangue, gli ormoni, la merda e il sudore si mescolano per dar vita ad nuovo cucciolo di uomo pallido, raggrinzito e grosso, tanto grosso da faticare ad uscire e metterci tutti in difficoltà… e lì il tuo tempo si ferma, inchioda bruscamente senza preavviso, il tuo corpo viene scaraventato come contro un muro: la mente si svuota, le ginocchia cedono, le ossa liquefanno e rimani appoggiato al letto soltanto perché i muscoli si sono irrigiditi di colpo.  Ma non ci sei solo tu. Non puoi permetterti questo stupido ed avaro egoismo, quindi sopporti lo spasimo nauseante e ingoi l’oblio. Mentre questo sussistere ti divora, strappandoti e lacerandoti lo stomaco, le tue orecchie sentono da lontano un vagito vitale… e il tuo cuore torna a battere insieme alle lancette del tempo, cancellando in un solo momento l’incubo infinito. Cercando conforto, disperato, trovi uno sguardo. Occhi che da sempre ti completano, e che danno il giusto colore alla tua vita, sono corroborati da uno strano scintillio, che mai avevi visto prima, o meglio, che già era presente ma che non aveva mai sfolgorato come in quel momento. Era il 29 Luglio del 2016, ore 12:12 in quel preciso istante diventammo un nuovo noi. I vertici di un triangolo. Un triangolo che potrà avere cateti di diversa lunghezza ma che saranno sempre uniti sinergicamente a formare qualcosa di più articolato, più grande: una famiglia.

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-Niente panico tutto è meccanico-

Io speriamo che me la cavo

Il tempo vola e non sappiamo ancora nulla su come affronteremo il parto e la futura paternità. E poi, prima di parlare di paternità ce ne va. Siamo schietti, le donne si sentono mamme fin da subito. Già dalla convivenza impongono la loro monarchia matriarcale: “Aiutami a pulire. Non lasciare la roba in giro. Vai a fare la spesa, anzi, accompagnami che sei un disastro. Lavami i piedi, asciugali, leccam…(ops scusate questa era una mera fantasia)…ecc.”

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Ed è meglio imparare da subito come funziona una buona e felice monarchia, perché quando si presenterà il dittatore (il vostro dolce e tenero pargolo) sarete già abituati ad eseguire ordini, a subire torture corporali e psicologiche, insomma prevenire è meglio che il curaro. L’uomo invece, inizialmente non si sente così coinvolto emotivamente, l’uomo non diventa padre schioccando le dita o leggendo semplicemente una stecchetta sulla quale la compagna ha deciso di farci su una tiepida e cristallina pioggia dorata. E’ decisamente più complesso. E’ una sensazione inizialmente aspra e brusca, paragonabile quasi a quando tentiamo di addentare una prugna ancora troppo acerba, abbiamo un aumento improvviso di salivazione e allo stesso tempo un palato che sembra appena scartavetrato.

lingua

Poi, in maniera progressiva e lenta, a volte eccessivamente lenta, a volte uno ci arriva alla velocità di un bradipo con le zampe legate e morto…piano piano uno capisce il da farsi e matura fino al punto giusto. Solo in quel momento si sente un vero papà…insomma dovremo aspettare che il nostro erede sia in grado di interagire, anche in maniera lieve, direttamente con noi. Durante tutto questo tempo avrete modo di prepararvi, o meglio, essere preparati grazie all’utilissimo e indispensabile corso pre-parto. Vi assicuro che non è cosa da sottovalutare. Noi, per non farci mancare nulla, ne abbiamo fatti due: uno di gruppo e uno individuale. Ognuno ha sortito il suo effetto. A suo modo sono serviti per capire come vivono la gravidanza le altre coppie, (dio me ne scampi e qualcuno mi scampi da dio) le paure che si insinuano, le ansie, i problemi che sopraggiungono, le ansie, il lavoro da mediare, le ansie. Sì, sì. Ok!

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Delle volte pensi che questi corsi di gruppo servano soprattutto per capire come non bisogna diventare, anche se in alcuni casi un confronto è sempre utile. Andate a vedere la sala parto. Questa si rivelerà a voi un po’ come la camera dei segreti ad Harry Potter, una stanza piena di oggetti mai visti prima e corredata da marchingegni magici che in qualche modo, e lo capirete solo quando lo vivrete, riusciranno a tirare fuori il frutto del vostro amore di quasi quattro chili, quindi più simile ad un’anguria, da un buco più o meno grosso come un pompelmo. Una sorta di magia che vivrete sulla vostra pelle, che ha la capacità di durare quasi 12 ore, un passaggio che non dimenticherete facilmente, ma questa è un’altra storia.

anguria

Che sia esso di gruppo o individuale non risparmiate nessuna domanda o dubbio, usufruite delle ore a disposizione per porre interrogativi di qualsiasi genere, in modo tale da soddisfare lacune e curiosità di ogni sorta…e non dimenticatevi del sesso. Parlatene, chiedete: come, quando e perché. Questa fase subirà un drastico cambiamento ed è meglio essere pronti a periodi di sesso accogliente e ripetuto, momento fiorente ed effimero; a periodi di vacche magre, così magre che anche le zanzare le schivano, momento avvizzito ed eterno. Ma non disperate, tornerete a fare sesso, difficile dire quando, ma tutto torna…

bradipo

…piano piano torna anche il bradipo!

-Niente panico tutto è meccanico-

The italian job

Bene! Siamo ufficialmente incinta. Ora che finalmente ogni dubbio s’è estinto possiamo occuparci degli affari più seri. Sette mesi (ah! scusate 32+2) sembrano lunghi ma in realtà la mole di cose da fare accelera di gran lunga i tempi che manco la Delorean di Doc potrebbe salvarci. Diciamo che le priorità possono essere svariate ma sicuramente un argomento importante di cui discutere la sera riguarda gli acquisti imprescindibili per il piccolo.

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In realtà nella tua testa pensi a come farai senza tutti i tuoi momenti liberi, per fare tutte le cazzate che prima riuscivi in qualche modo a ritagliare tra una scappata al cesso e qualche momento del pre-cena, durante i quali trovavi addirittura qualche secondo per non lavorare e leggere qualcosa. Per quanto riguarda gli acquisti importanti da fare sicuramente la prima conversazione avrà come oggetto il passeggino. Alla parola passeggino ti vedi già sfrecciare con un mini Quad 4×4 con ruote ammortizzate con freni a disco. Gomme puntellate, gonfiate ad azoto per qualsiasi tipo di terreno, con un cambio pneumatici per la pioggia e catena da neve di scorta, con cabina ermetica, riscaldata con stereo incorporato dolby surround che manco l’arena di Verona; telaio rigido rosso fiammante con strisce catarifrangenti visibili ad un chilometro di distanza e un meraviglioso piccolo clacson che riproduce fedelmente tutti i suoni del Tardis…”Amo, stavamo parlando del passeggino!” dice lei. “Ah!? Sì! A me piacerebbe…” e mentre sei lì che stai per sintetizzare il modello di passeggino 4.0 che vorresti per il tuo piccolo campione, ti senti dire: “…io preferirei qualcosa di neutro, comodo e, soprattutto, molto resistente!”.

bomba

Ripensi al tuo progetto e a qualche piccola modifica da fare: il colore potrebbe diventare nero, magari stringendo un po’ le ruote e riducendo gli spazi; la cabina potremmo toglierla e mettere una console davanti al sedile, una piccola modifica ai freni a pedali…certo rimane il problema della comodità, ma direi che è tutto risolvibile con una serie di movimenti meccano-idraulici da far invidia ad Optimus Prime.

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Mentre stai ancora decidendo come collegare il pulsante dell’apertura del paracadute con il pulsante Eject, installato su di un piccolo radiocomando inserito nel tuo orologio…lei ha già deciso quale marca, modello, colore si dovranno acquistare. E per te è rimasto soltanto il modellino da inserire nel programma di una stampante 3D economica.  Perché alla fine lo sappiamo, noi possiamo decidere ben poco, diciamo che ci è concesso di scegliere se asserire con entusiasmo oppure limitarci ad un leggero movimento della testa dall’alto verso il basso accompagnato da un accenno, pressoché invisibile, di movimento basso-alto delle spalle. Ridimensionato il passeggino arriva il momento delle prove su strada ovvero girare tutti i negozi della provincia prima, e delle province limitrofe dopo, confrontare con i prezzi sul web, contattare amici che vivono all’estero, guardare le statistiche europee e dare un occhio intercontinentale alle novità americane. Testare e farsi spiegare tutti i modelli della nuova stagione dando comunque un occhio ai, almeno 3, modelli precedenti per vedere e constatare perfezionamenti, rinnovi e ritocchi.

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Una volta individuato il modello ci attende la scelta del colore e il pendant che deve avere con tutto ciò con cui entrerà in contatto. Una volta deciso il modello del passeggino non dobbiamo dimenticarci della culla, lettino, seggiolone, sdraietta, tappeto gioco, kit nanna, kit bagnetto, kit pappa, kit naso, kit bibe, kit latte…ehi ehi…un momento, io sono rimasto ancora al pulsante di espulsione del pupo con paracadute…ma ecco che squilla il telefono. “Ciao neopapà, senti io sto vendendo tutta la roba di mio figlio che ormai è grande, può interessarti? Tutto metà prezzo!” dice una tua amica ed ex compagna di classe delle superiori, “Ok! Perfetto passo domani!” rispondo io. Beh quando la fortuna è così sfacciata da sbatterti praticamente tutto sul faccione, allora non puoi voltarti e ti prendi tutto quello che c’è, nulla escluso, ancora più volentieri se ti rendi conto che il materiale della ex compagna è in effetti, praticamente, nuovo. “Siamo stati veramente fortunati, ora dobbiamo pensare a tutto il resto…ci servono comunque un sacco di altre cose, ci conviene forse fare una lista nascita!!?”dice lei, mentre asserisco debolmente, vedo che prende respiro e mi dice: “Amore? Sai cosa pensavo? Mi sa che ci servirà una macchina nuova!”. La mia mente torna subito al progetto iniziale e a qualche modifica da apportare…

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-Niente panico tutto è meccanico-

Senti chi parla

Aspetta, aspetta! Siamo andati così in fretta che la fase del concepimento fa già parte del giurassico. Qui partiranno sicuramente un paio di musi lunghi come cavalli, perché per noi maschietti è la parte più divertente, più eccitante…ma vi assicuro che le sorprese non finiscono qui, anzi! Considerate che un concepimento volontario porta sovente ad ansia pre e post coito: pre, ne abbiamo già parlato a lungo nel primo articolo; post, perché inevitabilmente si attende con impazienza una mestruazione ritardataria e con essa un po’ di buonumore da parte della vostra compagna. Ora, per il primo punto difficilmente capiterà al primo colpo; per il secondo punto invece sappiate che i miracoli non esistono!

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Diciamo che molto dipende dalle regolarità della vostra consorte: se avete una partner, come la mia, che di regolare manco l’unica regola del Figth Club, vi accorgerete di essere incinta quando ormai vostro figlio avrà già la patente. E andò proprio così. Ci erano capitati alcuni ritardi, ma per noi un ritardo doveva essere un “ritardo più grave del solito ritardo“…insomma per farla breve quando ce ne accorgemmo eravamo già incinta di 50 giorni. Ricordo ancora la sera, durante la cena, in cui discutemmo sull’entità di questo benedetto ritardo. Io dissi: “Secondo me è troppo”. Lei disse: “Potrebbe essere normale”. Io dissi: “Facendo i calcoli sembra troppo”. Lei disse: “La mia applicazione non conferma il dubbio”. Io dissi: “Andrà a finire che ci sbattono su Real Time a “Non sapevo di essere incinta”. Lei disse: “Ah! Quelli che cagano il bambino nel cesso pensando di aver semplicemente mangiato troppi fagioli messicani la sera prima?!”…

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…si respirava aria di tensione, eravamo tutti e due speranzosi ma nessuno avrebbe accettato un’altra sconfitta…eravamo troppo vicini alla meta. Alla fine della cena c’eravamo dati un’ultimatum, se entro il week end niente “moshtro rosso” (così lo chiamo io) allora avremmo provveduto a comprare un test. E facemmo proprio così. Il venerdì ne comprammo due. La farmacista ci disse di non fare il test la sera perché i valori sarebbero potuti essere sballati dagli ormoni e di farlo invece al mattino presto, appena svegli…erano le 19:30. Ci guardammo e ci chiedemmo se le 19:30 si potessero considerare mattino presto, se non qui, sicuramente in un altro paese a 11 fusi orari da noi. Bene! I nostri sguardi furono complici e discoli allo stesso tempo, andammo di corsa in bagno. In attesa dello stimolo urinario aprimmo la scatola e ad alta voce leggemmo il bugiardino. Non aspettammo molto perché le donne (soprattutto quelle incinta) devono sempre fare “due gocce” di pipì, quindi: 1- Il test non è efficace la sera. “Troppo tardi!” 2- Il test non è efficace al 100%. “Ma vaff@*§# costa 10 euro!!” 3- Attendere 10 minuti il risultato. “Madonna che ansia, ma una volta si facevano figli come conigli.” 4- Attenzione il test può segnalare un falso positivo. “Amo, piscia qua sopra e non parliamone più!” Appena immerso in quel liquido ambrato comparvero subito le linee del colore corrispondente. Mentre guardavo la mia signora, già ridevo, e mi ricordo che le dissi che avremmo dovuto aspettare 10 minuti, per poi leggere il risultato effettivo, ma nella mia testa urlavo e saltavo sventolando un mega striscione con su scritto: W le mie palle!!

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Tornammo in bagno dopo 10 minuti per verificare, e durante il tragitto le chiesi se fosse sicura di averlo fatto bene, lei mi rispose che doveva semplicemente fare pipì su di una stecchetta e non sconfiggere Superman a mani nude e senza Kryptonite. Scoprimmo che le linee erano ancora lì e che eravamo incinta, ma non riuscimmo a godercela fino in fondo, sto cazzo di bugiardino continuava a perseguitarci come uno zombie famelico in cerca di materia grigia fresca, come una mosca d’autunno, quando entrano in casa stanche e appesantite che sembrano incollarsi addosso come miele. Insomma, decidemmo di aspettare e rifare il test il mattino seguente e…tutto andò come la sera prima, quindi bruciammo finalmente quel dannato bugiardino e dopo aver dato una pacca all’inutile mosca e una martellata in testa al chiassoso zombie ci abbracciammo convinti che dal quel giorno qualcosa sarebbe, sì cambiato, ma che saremmo stati felici e contenti nel bosco incantat…mmm…ma qualcosa stava accadendo, qualcosa si muoveva nell’ombra, furtivo alle nostre spalle, qualcosa che avrebbe per sempre intralciato il nostro amore e la nostra famiglia felice…ci girammo entrambi ma non vedemmo nulla, soltanto abbassando lo sguardo capimmo chi aspirava a sconvolgere i nostri teneri piani; non era lo zombie, quello ormai era morto stecchito nel corridoio e neanche le migliori amiche vendicative delle mosca collosa…ma il mio acerrimo nemico: Spike! Il nostro gatto nero, che guardandoci con quegli occhi di sfida ci chiese: “Non sarà mica che aspettiamo una pulce diversa da quelle che già porto addosso? Perché ragazzi, il principe di casa sono e rimango per sempre io!!”.

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Prendemmo quindi il gatto e ci abbracciammo tutti insieme. Eravamo felici e pronti per questa nuova avventura.
Niente panico tutto è meccanico

Una Settimana da Dio

Tutto comincia da lì…dal sesso!

E’ chiaro che nel momento in cui in una coppia comincia a formarsi l’idea di avere un figlio, noi uomini (o almeno per quanto mi riguarda) riconduciamo tutto a quell’atto. Che sia poi amore puro, amore rosa, sesso selvaggio/animale o di gruppo cambia poco…ma sempre di sesso si tratta. Quando ero giovane e mi immaginavo fidanzato e desideroso di paternità mi visualizzavo, sostanzialmente: a letto, sul divano, sulla sedia, in piedi a fare sesso per cercare in tutti i modi di concepire. E questa visione si protraeva per ore e per giorni. Tutti i momenti e in tutti i posti proprio per assecondare una possibile riuscita del benvenuto e beneamato coito. Insomma, una vera e propria settimana da dio! Dove tutto è concesso e tutto è possibile…ma purtroppo piano piano ti accorgi che non è proprio così! Il concepimento volontario non è poi semplice e immediato, o per lo meno non lo è per la maggior parte delle coppie.

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Da tutto quel sesso che ci immaginavamo da giovani il risultato viene bruscamente ridotto a fugaci bottarelle serali, un giorno sì e uno no, soltanto nei 3-4 giorni più fertili della consorte. Come potete immaginare viene così vanificato tutto il sogno di noi ragazzi e prende invece forma una sorta di ansia, che complica le cose ulteriormente creando apprensione ingiustificata e tensione inutile. Eppure a sentire il ginecologo questo sembra essere il metodo migliore unito poi a: zero alcool, no fumo, cibo sano, sport ed evitare calori e jeans stretti!

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Beh in effetti noi da bravi scolaretti abbiamo cercato di sottostare alle regole e a parte un miglioramento nella respirazione e nell’agilità, di concepimento nemmeno l’ombra. Ora non voglio sminuire tutti i medici asserendo che questi professino un sacco di cazzate e che possiate fare quello che volete, anzi, in realtà quello che vi dicono è assolutamente vero ma quello che effettivamente non sottolineano, e che in pochi vi consigliano, è il farlo perché vi piace! Perché dovete divertirvi e perché privi di qualsivoglia ansia e paura è tutto più facile e naturale. Ed è proprio la natura ad insegnarcelo. Lo sapevate che i delfini e gli esseri umani sono gli unici animali che fanno sesso per il piacere di farlo, oltre che per dare origine ad una progenie? Che gli oranghi e i macachi si masturbano con Toys naturali fatti di rami con foglie e bastoni? E che alcuni delfini cercano di avere incontri sessuali con specie diverse come foche e squali? (ecco magari questi accoppiamenti interspecifici lasciamoli perdere, non esagerate con il divertimento). Avete idea del perché si senta sovente dire: “Tromba come un Opossum“? Beh l’animaletto in questione è veramente il principe della passione, perché è in grado di fare l’amore sino a morirne, può infatti accoppiarsi fino allo sfinimento sul corpo della sua compagna, concludendo la sua vita in un gesto di estremo amore, cosa che non può dire, invece, il maschio di Mantide religiosa.

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Ma se amate farlo come gli orsi, fate pure (l’orso non ama i preliminari, ma in compenso si accoppia anche sedici volte in una giornata). Se poi vi piace farvi chiamare leone a letto dalla vostra compagna allora sappiate che il felino in questione può fare l’amore anche fino a 40 volte al giorno (ma ogni amplesso dura solo pochi secondi). Le scimmie bonobo fanno sesso in qualsiasi posizione, in media ogni ora e mezza, non disdegnano le orge, praticano il sesso orale e le femmine si masturbano e lesbicano per tirare su il morale del gruppo (questa pratica mi ricorda qualcosa). Se vi facessero credere che le dimensioni contano non state ad ascoltarli, sappiate che c’è, e ci sarà, sempre qualcuno che ce l’avrà più grosso del vostro. Il membro del balenottero azzurro è di due metri e mezzo, il più lungo di tutto il mondo animale (ricordate che nel mondo animale è compreso anche l’uomo); quello dell’elefante è solo un metro e mezzo; il povero gorilla invece (geneticamente vicino all’uomo) solo tre centimetri.

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Tutto questo giro di parole per dirvi che non esiste una regola precisa per concepire, che il modo migliore per poter aver un figlio è, sì seguire le regole di base dettate dai vostri medici di fiducia ma ricordatevi di farlo come vi piace e perché vi piace, il resto verrà da se. D’altronde noi abbiamo concepito la notte di Halloween sbronzi sul divano…forse avevo pure fumato una sigaretta non ricordo più…ricordo solo che ero felice!

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